Le Città Invisibili

Città

Le città invisibili narrate da Italo Calvino non sono città riconoscibili. Non sono città fisiche ma “luoghi” spaziali e temporali; sono “dimensioni dell’esistenza” dove è possibile riconoscere, a volte, i propri stati d’animo. Sono tutte città inventate. Sono città invivibili, impossibili. Città dell’utopia a cui l’autore ha dato a ognuna un nome di donna.

“Ad un imperatore melanconico, un viaggiatore visionario racconta di città impossibili… “(Italo Calvino)

Zobeide- le città invisibili di italo calvino dilameart

ZOBEIDE

[ dimensioni 55×55 cm]

Zobeide è la città bianca, ben esposta alla Luna, con vie che girano su se stesse come in un gomitolo. Si racconta che fu fondata da uomini di nazioni diverse che videro in sogno una donna dai lunghi capelli che correva nella notte. E quando ognuno di essi cercò di inseguirla, ognuno di essi perse le tracce della fuggitiva in un punto diverso. Così cercarono di ordinare i punti dello spazio in modo che non gli potesse più scappare. Ma non riuscirono mai più a ritrovarla.

bauci - le città invisibili di italo calvino dilameart

BAUCI

 [ dimensioni 70×50 cm ]

Chi va a Bauci non riesce a vederla ed è arrivato. I sottili trampoli, che s’alzano dal suolo a grande distanza l’uno dall’altro e si perdono sopra le nubi, sostengono la città …. mentre gli abitanti, con cannocchiali e telescopi puntati in giù passano in rassegna la Terra, contemplando affascinati la propria assenza.

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MORIANA

 [ dimensioni 70×50 cm ]

Guadato il fiume, valicato il passo, l’uomo si trova di fronte tutt’a un tratto la città di Moriana, con le porte di alabastro trasparenti alla luce del sole, le colonne di corallo che sostengono i frontoni incrostati di serpentina, le ville tutte di vetro come acquari dove nuotano le ombre delle danzatrici dalle squame argentate sotto i lampadari a forma di medusa …. Moriana è una citta bidimensionale, che non ha spessore, come un foglio di carta con una figura di qua e una di là, un dritto e un rovescio che si raggiunge percorrendo un semicerchio. Che non possono staccarsi nè guardarsi.

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ARMILLA

[ dimensioni  60×90 cm ]

Armilla è un città filiforme, leggera, sottile. Non si sa se è così perchè incompiuta o perchè demolita, se solo i suoi impianti indistruttibili hanno resistito ad una catastrofe, a terremoti, alla corrosione. Non ha nè muri nè soffitti, nè pavimenti. Nulla che la faccia sembrare una città, eccetto le tubature dell’acqua che salgono verticali e si diramano. Una foresta di tubi che finiscono in rubinetti, docce, sifoni. Non può dirsi se è stata abbandonata prima o dopo essere stata abitata, tuttavia non può dirsi deserta. Di Armilla sono rimaste padrone ninfe e naiadi che a qualsiasi ora è possibile scorgere mentre si crogiolano nelle vasche da bagno, si inarcano sotto i fili d’acqua sventagliati dalle docce, tra i getti e gli zampilli, tra gli schizzi e la schiuma che brillano nel sole.

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TECLA

 [ dimensioni  80×60 cm ]

Tecla è la città eternamente in costruzione, affinchè non cominci mai il suo decadimento e con esso quello dei suoi abitanti. Così prevede il Progetto della Città che può ammirarsi ogni sera quando il lavoro cessa al tramonto e scende la notte sul cantiere. Ed è una notte stellata.

6.ottavia citta invisibili dilameart dilameART

OTTAVIA

 [ dimensioni  80×50 cm ]

Ottavia è una città sottile, appesa. Su un precipizio, tra due montagne, una città-ragnatela sta sospesa su un abisso. Sotto non c’è niente per centinaia di metri; si intravede, in basso, il fondo del burrone. Tuttavia la vita degli abitanti di Ottavia è meno incerta che in altre città. Essi sanno che più di tanto la rete non regge, per cui si cammina facendo ben attenzione ad ogni passo .

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ARGIA

[ dimensioni  70×50 ]

Ciò che fa Argia diversa dalle altre città è che invece d’aria ha terra. Le vie sono completamente interrate… sopra i tetti delle case gravano strati di terreno roccioso come cieli con le nuvole…. Di Argia, da sopra, non si vede nulla …. Di notte, accostando l’orecchio al suolo, alle volte si sente una porta che sbatte.

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OLINDA

[ dimensioni  50×60 cm ]

Olinda è una città che cresce in cerchi concentrici come i tronchi degli alberi, che ogni anno aumentano di un giro, e le vecchie mura si dilatano portandosi con sè i quartieri antichi su un più largo orizzonte ai confini della città. Mentre dentro al cerchio più interno già spuntano, ma è difficile distinguerle, l’Olinda ventura e quelle che cresceranno in seguito.

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ISAURA

[ dimensioni 80×50 ]

Isaura è la città dai mille pozzi, che come vene sotterranee risalgono lungo il cielo calcareo delle rocce, nutrite dallo sbattere dell’onda chiusa di un profondo lago sotterraneo, dove abitano gli Dei della città. A Isaura il paesaggio invisibile condiziona quello visibile e la città si muove tutta verso l’alto.